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Attualità
Attualità, 8/2019, 15/04/2019, pag. 219

Ebraico e democratico

Le tensioni irrisolte dello Stato d’Israele

Piero Stefani

Quando nacque nel 1948 lo Stato d’Israele non si diede una Costituzione scritta. Le ragioni furono molteplici. Tra esse vi era anche la posizione sostenuta dalla componente religiosa stando alla quale il riferimento ideale, peraltro non direttamente trascrivibile in termini giuridici, è costituito dalla Torah (legge rivelata). Esistono però anche motivi d’altra natura. Tra essi vi è la presenza di un sistema giuridico originale su cui hanno operato influssi compositi derivati dai regimi succedutisi nel corso del XX secolo in questa parte del mondo. 

 

 

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Piero Stefani

Come si sconfigge uno stereotipo? L’età moderna ha proposto soprattutto una via, quella illuministica della conoscenza. Ai nostri giorni si è invece più cauti e ci si affida piuttosto ai limiti del sapere, forse persino al dubbio. Questa problematica conclusione ben s’attaglia all’esito più facilmente verificabile dell’importante convegno internazionale svoltosi a Roma il 7-9 maggio scorso e intitolato «Gesù e i farisei: un riesame interdisciplinare». 

Attualità, 2019-12

Cinema e società

È più facile che un cammello...

Piero Stefani
I più autentici film storici sono quelli che non hanno mai avuto la pretesa d’esserlo. Non vi compaiono cappe e spade, armature ed elmi, pepli e toghe. A renderli tali è semplicemente il tempo trascorso dalla loro uscita: 50, 60, 70 anni. Quando si proiettavano nelle sale erano ambientati nel presente, ora sono testimonianze del passato; lo sono anche quando il loro scopo originario...
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Santa Sede - Libertà religiosa: no al totalitarismo morbido

Riflessioni sul recente documento della Commissione teologica internazionale

Piero Stefani

Il 26 aprile è stato pubblicato, dopo quattro anni di lavoro svolto da un’apposita sottocommissione, un documento della Commissione teologica internazionale (CTI) intitolato: La libertà religiosa per il bene di tutti. Approccio teologico alle sfide contemporanee. L’ampio testo si presenta in prima istanza come un pensoso aggiornamento della dichiarazione conciliare Dignitatis humanae (1965) sulla libertà religiosa, «approvata in un contesto storico significativamente diverso da quello attuale» (n. 1).