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Attualità
Attualità, 12/2020, 15/06/2020, pag. 321

Italia - Chiesa: pastori, non funzionari

Sul ministero del vescovo oggi

Mariano Crociata

Tra i non pochi temi teologici e pastorali che reclamano una rivisitazione in questi tempi di profondo cambiamento socio-culturale ed ecclesiale, quello dell’esercizio del ministero episcopale non appare affatto secondario, per quanto abbia dalla sua tutto il rilievo conferito dal concilio Vaticano II. Le circostanze recenti determinate dall’epidemia da coronavirus non fanno altro che accentuare l’urgenza di una rinnovata riflessione.

 

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Attualità, 2020-8

Pastorale - COVID-19: solidarietà è anche preghiera

Traccia per un discernimento in tempo di epidemia

Mariano Crociata

Uno dei semi più fecondi del concilio Vaticano II è la riscoperta del sensus fidei di tutto il popolo cristiano, come si esprime la Lumen gentium. Il popolo di Dio, nel suo insieme, possiede l’ufficio profetico (cf. n. 12), che manifesta nelle varie espressioni della sua vita in famiglia, sul lavoro, in società, nella comunità ecclesiale. L’interpretazione delle dinamiche di fondo del suo agire si offre come un adeguato criterio di discernimento dei segni dei tempi. Questo appare singolarmente riscontrabile al momento presente.

 

Documenti, 2019-17

Lasciate che i bambini vengano a me

Orientamenti per una pastorale dell’infanzia

Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina

Da due anni a questa parte la diocesi di Latina - Terracina - Sezze - Priverno ha elaborato un progetto «Zero-Diciotto», per dedicare la propria attenzione pastorale innanzitutto, e in modo più adeguato, alle nuove generazioni. Con la lettera pastorale «Lasciate che i bambini vengano a me» (Mc 10,14; Lc 18,16). Orientamenti per una pastorale dell’infanzia. Anno pastorale 2019-2020, pubblicata il 20 settembre, il vescovo mons. Mariano Crociata avvia la prima fase del progetto, dedicata alla prima infanzia. La lettera parte dalla costatazione che l’attuale contesto «scoraggia o vanifica ogni opera educativa che non sia rivolta all’individualistica autorealizzazione della persona, a cominciare dal bambino», e propone in alternativa una «teologia dell’infanzia» che valorizza la prima età della vita come un luogo esistenzialmente e spiritualmente fondativo per la persona e per tutta la comunità credente.

Di fronte, peraltro, alla «nota penosa» che «non può essere a questo punto omessa, poiché il rapporto della Chiesa con l’infanzia è stato, negli ultimi decenni, orrendamente deturpato dalla piaga della pedofilia… la scelta di dedicare la nostra attenzione spirituale e pastorale all’infanzia vuole anche essere una reazione positiva all’altezza dell’opera di protezione».

 

Documenti, 2019-13

Il futuro dell’Europa sociale

Mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina e vicepresidente della COMECE

Mons. Mariano Crociata

Ogni anno le ACLI organizzano un seminario di studi all’interno delle attività del Centro europeo per le questioni dei lavoratori (EZA), una rete di sindacati e associazioni che hanno l’obiettivo comune di approfondire le tematiche sociali nel contesto europeo e alla luce della dottrina sociale delle Chiesa. Quest’anno l’appuntamento, che si è svolto dal 14 al 16 maggio alla Maison d’Italie, nella Cité universitaire di Parigi, è stato dedicato a «Un’Europa sociale e del lavoro. Il contributo delle organizzazioni dei lavoratori». Nelle pagine seguenti pubblichiamo la relazione di mons. Mariano Crociata, vescovo di Latina-Terracina-Sezze-Priverno e primo vicepresidente della Commissione dei vescovi dell’Unione Europea (COMECE). Dopo un’introduzione che richiama la vitalità insostituibile del tessuto associativo per la società, il testo si propone di «sottolineare tre ambiti che sono destinati comunque a determinare il futuro, con potenziali effetti preoccupanti per i paesi europei»: l’emigrazione, l’ambiente, la digitalizzazione e intelligenza artificiale. Il motivo di queste preoccupazioni è dato dalla fragilità da cui è afflitta l’Unione, insieme all’intero continente, a causa della sua coesione inconsistente, della mancanza di visione comune e dell’assenza di capacità progettuale condivisa. Il compito indicato è quello di assumere un atteggiamento positivo, sostenendo «tutto ciò che promuove quella figura di persona e di società che ha plasmato l’Europa».