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Attualità
Attualità, 16/2020, 15/09/2020, pag. 488

D. Di Cesare, Virus sovrano?

L’asfissia capitalistica

Luca Miele

Nel corso al College de France del 1974, Michel Foucault mette a confronto le difese erette contro la lebbra e la peste. Dinanzi alla minaccia della malattia, la società occidentale ha messo in campo due strategie diverse. La prima, finalizzata a combattere la lebbra, esclude, bandisce, ricaccia il malato oltre il confine della polis. L’altra strategia immunitaria, quella per fronteggiare la peste, al contrario, include, differenzia, ripartisce e assegna nello spazio.

 

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L. Pigozzi, Troppa famiglia fa male

Come la dipendenza materna crea adulti bambini (e pessimi cittadini)

Luca Miele

La psicoanalista Laura Pigozzi getta, da anni, uno sguardo penetrante sulla famiglia e sulle dinamiche che l’attraversano (e che ne stanno mutando profondamente il volto). Ciò che sta erodendo equilibri antichi è l’avanzata inarrestabile del dispositivo che la Pigozzi chiama il «plusmaterno». In cosa consiste?

 

Attualità, 2020-18

V. Bonanni, La fabbrica di Pinocchio

Dalla fiaba all’illustrazione, l’immaginario di Collodi

Luca Miele

Un libro scritto per ragazzi si è «trasformato in un libro sapienziale per adulti, oggetto di un’incessante pratica ermeneutica e appiglio sdrucciolevole verso una deriva interpretativa. In questo gioco, tuttavia, ciò che si perde è il testo stesso, sostituito dalla teoria che lo riscrive» (VII), scrive Veronica Bonanni. Entrare nel laboratorio di Pinocchio significa innanzitutto questo: restituire l’opera di Collodi al suo disegno originario. Riscattare Pinocchio da un «gioco», quello della continua reinterpretazione in cui smarrirsi, è il «testo» stesso.

Attualità, 2020-12

D. Palano, Bubble democracy

La fine del pubblico e la nuova polarizzazione

Luca Miele

Damiano Palano individua quel capovolgimento «ambientale» che ha portato a una marginalizzazione del discorso della verità. È cambiato l’ambiente, la sfera sociale e comunicativa, nella quale agiamo e pensiamo. «Il rapporto con la “verità” – scrive – viene sostanzialmente ridimensionato, perché l’attenzione si rivolge piuttosto alla trasformazione nelle relazioni tra cittadini e informazione. La proliferazione delle notizie false viene così ricondotta soprattutto alla modificazione strutturale dell’ambiente in cui gli individui si formano la loro percezione della realtà»