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Documenti
Documenti, 11/2013, 01/06/2013, pag. 321

Uscite verso le periferie dell’esistenza. Veglia di Pentecoste con movimenti, associazioni e laici

Francesco
«Quante volte Gesù è dentro e bussa alla porta per uscire, per uscire fuori, e noi non lo lasciamo uscire, per le nostre sicurezze, perché tante volte siamo chiusi in strutture caduche, che servono soltanto per farci schiavi, e non liberi figli di Dio?». È risuonato con forza e ripetutamente l’invito perentorio del papa a «uscire fuori», verso le «periferie esistenziali», durante la veglia di Pentecoste celebrata – lo scorso 18 maggio – insieme ai movimenti, alle nuove comunità, alle associazioni e alle aggregazioni laicali, in pellegrinaggio a Roma in occasione dell’Anno della fede. Dopo il saluto del presidente del Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, mons. Fisichella, Francesco ha risposto a quattro domande sul tema della fede, ribadendo l’assoluta centralità di Gesù nella vita del credente, l’importanza della preghiera, l’urgenza della testimonianza, soprattutto verso i poveri, fino al martirio. «Noi non possiamo restare tranquilli! Non possiamo diventare cristiani inamidati (…), che parlano di cose teologiche mentre prendono il tè, tranquilli. No! Noi dobbiamo diventare cristiani coraggiosi e andare a cercare quelli che sono proprio la carne di Cristo (…), toccare la carne di Cristo, prendere su di noi il dolore per i poveri».

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Documenti, 2020-3

Uno sguardo di speranza

Discorso al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede

Francesco

Il 9 gennaio papa Francesco ha ricevuto in udienza i membri del corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede per la presentazione degli auguri per il nuovo anno. Dopo le parole introduttive del decano del corpo diplomatico, George Poulides, ambasciatore di Cipro presso la Santa Sede, il papa ha pronunciato il suo discorso, cogliendo l’occasione per ripercorrere l’attività diplomatica svolta nel corso del 2019.

Francesco ha ricordato i suoi viaggi, partendo dall’incontro con i giovani in occasione della Giornata mondiale della gioventù e lanciando la proposta di un evento mondiale che avrà per tema «Ricostruire il patto educativo globale». Ha quindi toccato il tema della conversione ecologica, richiamando l’esperienza del Sinodo panamazzonico celebrato in Vaticano lo scorso ottobre, e della pace e convivenza umana, ricordando le dichiarazioni congiunte con l’imam Al-Tayyib e il re Mohammed VI del Marocco.

Non è mancato un accenno all’Europa, nel 30° anniversario della caduta del Muro di Berlino, mentre il viaggio in Giappone è stato l’occasione per denunciare ancora una volta la follia della minaccia nucleare. In conclusione ha poi rivolto un pensiero particolare alle donne nel 25° anniversario della IV Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulla donna, svoltasi a Pechino nel 1995.

 

Documenti, 2020-1

La pace come cammino di speranza

Messaggio per la celebrazione della 53a Giornata mondiale della pace

Francesco

Il Messaggio di Francesco per la Giornata mondiale della pace del 1° gennaio 2020, pubblicato il 12 dicembre 2019, s’intitola La pace come cammino di speranza: dialogo, riconciliazione e conversione ecologica, e si riallaccia strettamente ai primi due pubblicati da papa Bergoglio rispettivamente nel 2014 e 2015, dedicati alla fraternità. Il fondamento della pace infatti è individuato nell’«anelito insopprimibile alla fraternità, che sospinge verso la comunione con gli altri» (Regno-doc. 1,2014,1), e per converso – afferma oggi Francesco – «ogni guerra… si rivela un fratricidio che distrugge lo stesso progetto di fratellanza, inscritto nella vocazione della famiglia umana». Perciò dobbiamo «perseguire una reale fratellanza, basata sulla comune origine da Dio ed esercitata nel dialogo e nella fiducia reciproca»: espressione che sintetizza quanto il papa sta cercando di attuare promuovendo il Documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune (Regno-doc. 5,2019,129).

Nel Messaggio di quest’anno, la visione della fraternità viene declinata con particolare urgenza nella questione ambientale, poiché è anche la conversione ecologica a chiederci «una trasformazione delle relazioni che intratteniamo con le nostre sorelle e i nostri fratelli, con gli altri esseri viventi, con il creato nella sua ricchissima varietà, con il Creatore che è origine di ogni vita».

 

Documenti, 2020-1

Ri-evangelizzazione, cuore della riforma

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

«Nell’incontro odierno vorrei soffermarmi su alcuni… dicasteri partendo dal cuore della riforma, ossia dal primo e più importante compito della Chiesa: l’evangelizzazione». Il discorso di papa Francesco alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi, tenuto il 21 dicembre 2019, rappresenta uno dei testi più importanti non solo sul tema della riforma della curia, qui affrontato in modo sistematico dal papa (mentre si attende a breve la costituzione apostolica Praedicate Evangelium), ma per le premesse. Due in particolare le sottolineature: il significato profondo del cambiamento e, legato a questo, la fine del regime di cristianità.

«La curia romana non è un corpo staccato dalla realtà – anche se il rischio è sempre presente –, ma va concepita e vissuta nell’oggi del cammino percorso dagli uomini e dalle donne, nella logica del cambiamento d’epoca. La curia romana non è un palazzo o un armadio pieno di vestiti da indossare per giustificare un cambiamento. La curia romana è un corpo vivo, e lo è tanto più quanto più vive l’integralità del Vangelo».