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Documenti
Documenti, 23/2015, 19/06/2015, pag. 1

Laudato si'

Lettera enciclica sulla cura della casa comune

Francesco

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Leggi anche

Documenti, 2019-9

Christus vivit

Esortazione apostolica postsinodale ai giovani e a tutto il popolo di Dio

Francesco

«Il cuore di ogni giovane deve… essere considerato “terra sacra”, portatore di semi di vita divina e davanti al quale dobbiamo “toglierci i sandali” per poterci avvicinare e approfondire il Mistero». L’esortazione apostolica postsinodale di papa Francesco Christus vivit è stata pubblicata il 2 aprile, a conclusione del processo sinodale culminato nel 2018 nella XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi (che aveva prodotto anche un Documento finale, che è qui ampiamente ripreso). Si rivolge al tempo stesso ai giovani, riguardo al loro posto nella Chiesa, e a tutto il popolo di Dio perché custodisca la creatività e l’entusiasmo dei giovani e li accompagni senza emarginarli, in questo modo ringiovanendo tutta la Chiesa. Alla presente grave crisi di partecipazione giovanile non sono estranei, riconosce Francesco, atteggiamenti di dogmatismo, autoritarismo e sessismo. E «una Chiesa sulla difensiva, che dimentica l’umiltà, che smette di ascoltare, che non si lascia mettere in discussione, perde la giovinezza e si trasforma in un museo. Come potrà accogliere così i sogni dei giovani? Benché possieda la verità del Vangelo, questo non significa che l’abbia compresa pienamente; piuttosto, deve sempre crescere nella comprensione di questo tesoro inesauribile».

 

Documenti, 2019-9

Difendere lo status multireligioso di Gerusalemme

Su Gerusalemme / Al Qods Città santa e luogo d’incontro

Re Mohammed VI e papa Francesco

Nel corso del suo viaggio apostolico in Marocco (30-31.3.2019) papa Francesco ha richiamato l’attenzione internazionale sullo status di Gerusalemme, Città santa per l’ebraismo, il cristianesimo e l’islam, firmando il 30 marzo insieme al re del Marocco Mohammed VI un Appello su Gerusalemme / Al Qods Città santa e luogo d’incontro. I due firmatari, riconoscendo «l’unicità e la sacralità di Gerusalemme», auspicano la promozione del «carattere specifico multi-religioso, la dimensione spirituale e la peculiare identità culturale di Gerusalemme / Al Qods Acharif» e raccomandano che essa sia preservata «come patrimonio comune dell’umanità e soprattutto per i fedeli delle tre religioni monoteiste, come luogo di incontro e simbolo di coesistenza pacifica, in cui si coltivano il rispetto reciproco e il dialogo», consentendo libertà di accesso ai fedeli delle tre religioni monoteiste e il diritto di ciascuna di esercitarvi il proprio culto. Pochi giorni dopo, il 15 aprile, i capi delle Chiese di Terra santa hanno diffuso un Messaggio di Pasqua in cui ribadiscono che «lo status multireligioso e multiculturale di Gerusalemme deve essere mantenuto, così che tutte le fedi abramitiche possano trovare in essa solo la città della pace e della tranquillità».

Documenti, 2019-9

La pace è possibile

Ritiro spirituale per le autorità civili ed ecclesiastiche del Sud Sudan in Vaticano

Francesco

Il 10 e l’11 aprile, su un’idea dell’arcivescovo di Canterbury Justin Welby e di comune accordo con la Segreteria di stato, si è tenuto presso la Domus Sanctae Marthae un incontro dalla natura «del tutto particolare e in un certo senso unica». Si è trattato infatti di un ritiro spirituale, tra i cui partecipanti figuravano il presidente della Repubblica del Sud Sudan Salva Kiir e quattro dei cinque vicepresidenti designati: Riek Machar, James Wani Igga, Taban Deng Gai e Rebecca Nyandeng De Mabior, tutti cristiani. In base all’accordo di pace firmato nello scorso settembre, i vicepresidenti dovranno entrare in carica il 12 maggio condividendo il potere e ponendo fine al sanguinoso conflitto armato tra clan. A conclusione del ritiro papa Francesco ha pronunciato un discorso, che pubblichiamo, e poi con un gesto altamente simbolico ha baciato i piedi al presidente e ai vicepresidenti per invocarne l’impegno per la pace. «Non dimentichiamo che a noi, leader politici e religiosi, Dio… domanderà conto del nostro servizio e della nostra amministrazione, del nostro impegno in favore della pace e del bene compiuto per i membri delle nostre comunità, in particolare i più bisognosi ed emarginati, in altre parole ci chiederà conto della nostra vita ma anche della vita degli altri».