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Documenti
Documenti, 29/2015, 11/09/2015, pag. 5

Sulle cause di nullità matrimoniale

Francesco
Lo scorso 8 settembre, nella Sala stampa vaticana, sono state presentate le due lettere motu proprio con le quali papa Bergoglio procede alla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio sia nel Codice di diritto canonico («Mitis Iudex Dominus Iesus») sia nel Codice dei canoni delle Chiese orientali («Mitis et misericors Iesus»). Sostenuta sia dalla richiesta «della maggioranza dei miei fratelli nell’episcopato, riuniti nel recente Sinodo straordinario», sia dall’«enorme numero di fedeli che, pur desiderando provvedere alla propria coscienza, troppo spesso sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa», la riforma di Francesco è stata guidata dalla volontà di offrire disposizioni che favoriscano «non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinché, a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio». Rilevante la centralità restituita al vescovo diocesano nelle cause di nullità e l’introduzione di una forma di processo più breve «da applicarsi nei casi in cui l’accusata nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti».

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Attualità, 2018-14

Anonimo calabrese, Vita del glorioso padre san Francesco di Paola; G. Fiorini Morosini, La caritas sacrificalis

Francesco Pistoia

La Vita dell’Anonimo calabrese ora pubblicata offre notizie utili sull’apertura degli eremi (cf. 84). Benvenuto ne ripercorre l’iter fondativo, con particolare attenzione a Paola e a Paterno. 

Alla spiritualità di san Francesco di Paola e alla sua opera di riformatore, Giuseppe Fiorini Morosini, arcivescovo di Reggio Calabria, dedica pagine intense nello studio su La caritas sacrificalis, che arricchisce il suo importante saggio su Il carisma penitenziale di s. Francesco di Paola e dell’Ordine dei minimi. Storia e spiritualità, (Curia generalizia dell’Ordine dei minimi, Roma 2000) e illumina tanti aspetti della spiritualità di Francesco, intesa come spiritualità della liberazione.

Documenti, 2018-13

Al popolo di Dio che è in Cile

Lettera dopo l’incontro con i vescovi cileni a Roma sullo scandalo delle violenze sessuali su minori

Francesco

Dopo aver scritto ai vescovi (Regno-doc. 11,2018,357), il papa il 6 giugno scorso ha rivolto (in spagnolo) una lunga lettera Al popolo di Dio pellegrino in Cile (con data 31 maggio; cf. Regno-att. 10,2018,336). Immediato il raffronto con la Lettera ai cattolici d’Irlanda firmata da Benedetto XVI per la crisi nell’Isola del 2010. Allora il fulcro era sul pentimento e sulla conversione interiore; oggi è sul «popolo di Dio», anche a motivo del diverso contesto di molte delle violenze cilene. «Ogni volta che cerchiamo di soppiantare, tacitare, annichilire, ignorare, ridurre a piccole élite il popolo di Dio nella sua totalità… costruiamo comunità… senza radici, senza storia, senza volto, senza memoria…; la lotta contro una cultura dell’abuso richiede di rinnovare questa certezza». Per questo occorre ripartire da una «Chiesa con stile sinodale» che metta Gesù al centro e crei spazi d’«ascolto», soprattutto per le vittime, «in cui non si confonda un atteggiamento critico e interlocutorio con il tradimento». Per questo – dice il papa, forse anche ridimensionando la questione delle dimissioni episcopali – «il rinnovamento della gerarchia ecclesiale di per sé non produce la trasformazione a cui ci spinge lo Spirito Santo», che invece chiede uno sguardo attento alla giustizia, che fa «guardare ai problemi senza rimanervi imprigionati».

Documenti, 2018-13

Camminare, pregare, lavorare insieme

Nel 70° della fondazione del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC)

Olav Fykse Tveit, Agnes Abuom, papa Francesco

Il 21 giugno papa Francesco, accogliendo l’invito del segretario generale del Consiglio ecumenico delle Chiese (CEC) Olav Fykse Tveit e della moderatrice del Comitato centrale del CEC Agnes Abuom, ha compiuto un pellegrinaggio ecumenico a Ginevra, sede del CEC, in occasione del 70° anniversario della sua fondazione, che avvenne ad Amsterdam il 23 agosto 1948. Al CEC, un’unione fraterna di Chiese costituita oggi da 348 membri di tradizione prevalentemente protestante, anglicana e ortodossa, la Chiesa cattolica partecipa come osservatrice, mentre è membro a pieno titolo della commissione teologica Fede e costituzione e della Commissione missione mondiale ed evangelizzazione (CWME). Il pellegrinaggio, che aveva come motto «Camminando, pregando e lavorando insieme», ha avuto come momenti centrali una preghiera ecumenica e un incontro presso il CEC, durante il quale il segretario Tveit ha detto a Francesco che «la sua leadership è un segno forte di come possiamo trovare espressioni di questa unità nella diakonia e nella missione». Mentre il papa si è richiamato al DNA missionario del movimento ecumenico, affermando: «Come alle origini l’annuncio segnò la primavera della Chiesa, così l’evangelizzazione segnerà la fioritura di una nuova primavera ecumenica».