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Documenti
Documenti, 29/2015, 11/09/2015, pag. 5

Sulle cause di nullità matrimoniale

Francesco
Lo scorso 8 settembre, nella Sala stampa vaticana, sono state presentate le due lettere motu proprio con le quali papa Bergoglio procede alla riforma del processo canonico per le cause di dichiarazione di nullità del matrimonio sia nel Codice di diritto canonico («Mitis Iudex Dominus Iesus») sia nel Codice dei canoni delle Chiese orientali («Mitis et misericors Iesus»). Sostenuta sia dalla richiesta «della maggioranza dei miei fratelli nell’episcopato, riuniti nel recente Sinodo straordinario», sia dall’«enorme numero di fedeli che, pur desiderando provvedere alla propria coscienza, troppo spesso sono distolti dalle strutture giuridiche della Chiesa», la riforma di Francesco è stata guidata dalla volontà di offrire disposizioni che favoriscano «non la nullità dei matrimoni, ma la celerità dei processi, non meno che una giusta semplicità, affinché, a motivo della ritardata definizione del giudizio, il cuore dei fedeli che attendono il chiarimento del proprio stato non sia lungamente oppresso dalle tenebre del dubbio». Rilevante la centralità restituita al vescovo diocesano nelle cause di nullità e l’introduzione di una forma di processo più breve «da applicarsi nei casi in cui l’accusata nullità del matrimonio è sostenuta da argomenti particolarmente evidenti».

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Documenti, 2021-1

La cultura della cura

Messaggio per la celebrazione della 54a Giornata mondiale della pace

Francesco

A breve distanza dalla pubblicazione dell’enciclica Fratelli tutti, il Messaggio di papa Francesco per la celebrazione della 54a Giornata mondiale della pace (1° gennaio 2021) uscito il 17 dicembre ritorna sul tema della fraternità, come già diversi altri messaggi per la Giornata mondiale della pace, per esempio quello del 2020 e quelli del 2014 e 2015.

S’intitola «La cultura della cura come percorso di pace» e prende le mosse dalla «grande crisi sanitaria del COVID-19, trasformatasi in un fenomeno multisettoriale e globale, aggravando crisi tra loro fortemente interrelate, come quelle climatica, alimentare, economica e migratoria» per rimarcare «l’importanza di prenderci cura gli uni degli altri e del creato, per costruire una società fondata su rapporti di fratellanza».

I principi della dottrina sociale della Chiesa sono proposti come «bussola» per imprimere una «rotta veramente umana» a una globalizzazione percepita come fuori controllo e produttrice di disuguaglianze e conflitti. E la diffusione di una cultura della cura come correttivo «sarà possibile soltanto con un forte e diffuso protagonismo delle donne, nella famiglia e in ogni ambito sociale, politico e istituzionale».

Documenti, 2021-1

La crisi è per il bene

Discorso alla curia romana per la presentazione degli auguri natalizi

Francesco

Com’è ormai nella tradizione di papa Francesco, il Discorso alla curia romana in occasione della presentazione degli auguri natalizi tenuto nel corso dell’udienza del 21 dicembre è stato un discorso forte. Manca la critica diretta, ma la distinzione tra il concetto di «crisi» e quello di «conflitto» intercetta i troppi conflitti interni alla Chiesa e alla curia stessa di cui è stato segnato anche il 2020 e la necessità di un’adeguata comprensione spirituale del tema della riforma della Chiesa. «Chi non guarda la crisi alla luce del Vangelo si limita a fare l’autopsia di un cadavere». «La Chiesa, letta con le categorie di conflitto – destra e sinistra, progressisti e tradizionalisti – frammenta, polarizza, perverte, tradisce la sua vera natura: essa è un corpo perennemente in crisi proprio perché è vivo, ma non deve mai diventare un corpo in conflitto, con vincitori e vinti». Quest’anno il tema è spostato sulla comprensione generale del mistero della pandemia che ha segnato drammaticamente il 2020. I riferimenti sono alla Pasqua trascorsa, al silenzio di Dio, alla solitudine dei morenti, ai gesti coraggiosi e gratuiti di tanti, all’egoismo che s’annida nei cuori. Insomma alla crisi dell’umano che la pandemia ha mostrato e alla crisi della fede che essa non può non provocare. La crisi è per il bene, è intrisa di speranza, nonostante il dolore assurdo. La crisi attiene alla prospettiva cristologica ed escatologica della storia. «Difendendoci dalla crisi, noi ostacoliamo l’opera della grazia di Dio che vuole manifestarsi in noi e attraverso di noi».

Documenti, 2020-21

Sogno un’Europa…

Lettera al card. Pietro Parolin, segretario di stato

Francesco

Per il tramite del segretario di stato vaticano card. Pietro Parolin, che ha incontrato in videoconferenza i vescovi dell’Unione Europea nella loro assemblea plenaria autunnale tenutasi il 28 e 29 ottobre, Francesco ha inviato ai vescovi europei una Lettera al segretario di stato in occasione del 40° anniversario della Commissione degli episcopati dell’Unione Europea (COMECE), del 50° anniversario delle relazioni diplomatiche tra la Santa Sede e l’Unione Europea e del 50° anniversario della presenza della Santa Sede come osservatore permanente al Consiglio d’Europa.

Il papa ricorda ai vescovi europei il «ruolo centrale» che il continente «ha avuto e ritengo debba avere ancora, seppure con accenti diversi, nella storia dell’umanità». Un ruolo che «diventa ancora più rilevante nel contesto di pandemia che stiamo attraversando»: il continente europeo è chiamato a riscoprire la «strada della fraternità», che ha ispirato la sua fondazione, e i cristiani hanno la «grande responsabilità» di «ridestare la coscienza dell’Europa».

Il 18 novembre poi i presidenti delle conferenze episcopali dell’UE hanno a loro volta indirizzato un Messaggio alle istituzioni europee e agli stati membri su questo doloroso momento storico (cf. qui a p. 644).