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Documenti, 21/2017, 05/12/2017, pag. 665

La speranza che salva

Lettera pastorale di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto, per l’anno 2017-2018

Mons. Bruno Forte

«La penuria più grande che possiamo sperimentare in noi stessi è quella di speranza, precisamente perché essa è segno della mancanza di un amore che non risulti effimero, come avviene nelle tante forme in cui spesso è esibito e offerto oggi l’amore. È per questo che la tentazione più forte che potrebbe proporsi di fronte agli scenari dei tanti conflitti in corso e delle tante prove della natura e della storia, è la disperazione». Dopo aver trattato negli ultimi anni i temi dell’educazione alla fede e all’esercizio della carità, l’arcivescovo di Chieti - Vasto, mons. Bruno Forte, ha inviato alla sua Chiesa una lettera pastorale per l’anno 2017-2018 intitolata La speranza che salva.Di fronte alla domanda profonda e ineludibile di amore che è insita in ogni cuore umano, e alla tentazione di disperare che sembra affacciarsi prepotentemente negli scenari caotici del presente, il vescovo indaga la sorgente della speranza cristiana, che è l’incontro con Gesù. «La speranza di chi crede non è una rassicurazione mondana, una delle tante ideologie che hanno illuso il mondo e determinato l’alienazione dell’uomo, ma è dono dall’alto: non è qualcosa che diviene in noi, ma Qualcuno che viene a noi».

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Documenti, 2017-9

Sognate anche voi questa Chiesa

Al Convegno ecclesiale delle Chiese di Abruzzo e Molise

Mons. Bruno Forte

«La sfida costituita dalla realtà giovanile chiama la Chiesa a “uscire” dall’autoreferenzialità, per incontrare i giovani e chi nella nostra società li ha veramente a cuore, dialogando con tutti i possibili interessati. L’auspicio è che non si guardi al Sinodo come a un evento lontano, verso cui restare semplici spettatori, ma che ci si senta coinvolti e si accompagnino i giovani a esserne protagonisti. In tal senso, il Sinodo dovrà essere anche un’esperienza di amicizia cristiana e di fraternità: un camminare insieme verso Gesù e con Gesù nella Chiesa». La relazione introduttiva di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza episcopale abruzzese e molisana, al Convegno ecclesiale regionale delle Chiese di Abruzzo e Molise («Sognate anche voi questa Chiesa», Montesilvano, 17-18.2.2017) affronta il tema dei giovani, che sarà al centro della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, prevista nel 2018, e il cui cammino è già iniziato con la pubblicazione del Documento preparatorio (cf. Regno-doc. 3,2017,67). Gli altri due temi del convegno delle Chiese d’Abruzzo e Molise, la famiglia e i poveri, trovano nella riflessione di mons. Forte un raccordo con il magistero di papa Francesco, specialmente nel documento programmatico Evangelii gaudium e nell’esortazione apostolica postsinodale Amoris laetitia.

Documenti, 2017-5

Diamo senso alla vita seguendo Gesù

Messaggio per la Quaresima 2017

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

È indirizzato specialmente ai giovani, che saranno oggetto di particolare attenzione per i vescovi cattolici di tutto il mondo, per la Conferenza episcopale italiana e per la diocesi di Chieti-Vasto nei prossimi mesi, in preparazione del Sinodo del 2018, il messaggio dell’arcivescovo di Chieti Bruno Forte per la Quaresima 2017; è intitolato Diamo senso alla vita seguendo il Signore Gesù ed è stato pubblicato il 14 febbraio. «Si tratta di far maturare coscienze adulte, desiderose di piacere a Dio in ogni scelta, pronte a vivere della speranza più grande. Ai giovani si potrà trasmettere il senso profondo della vita e della storia solo a prezzo di vivere credibilmente il mistero dell’Avvento nel cuore della vicenda umana, senza nostalgie o rinunce di sorta». Di fronte a questa responsabilità, «la domanda che s’impone è allora stringente: siamo una Chiesa così? Siamo i “prigionieri della speranza” (Zac 9,12) che non delude, specialmente fra i giovani, futuro del mondo, chiamati a essere essi stessi testimoni della speranza che vinca il dolore e la morte?».

Documenti, 2016-9

Capovilla, una geografia dell’anima

In memoria di Loris Francesco Capovilla (Sotto il Monte, 30.5.2016)

Mons. Bruno Forte

«Parlare di lui non a partire da un singolo aspetto, fosse pure il più importante per chi ne parla o per il popolo di Dio che ha amato e servito con tanta dedizione, ma a partire dai luoghi della sua lunga vita, che non sono stati mai per lui semplici riferimenti geografici, ma sempre e soprattutto una geografia dell’anima, una sorta di itinerario dello spirito educato ad ascoltare, apprendere e donare, che è durato tutta la vita». Spentosi il 26 maggio 2016 a Bergamo a 101 anni, il card. Loris Francesco Capovilla – personaggio chiave della Chiesa del post-Concilio e fedele segretario e amico di Giovanni XXIII – è stato commemorato al termine della messa delle esequie il 30 maggio a Sotto il Monte da mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto, dove Capovilla era stato arcivescovo dal 1967 al 1971. Il ricordo, una «geo-biografia», ripercorre i luoghi di «don Loris» dalla formazione veneziana agli anni del Concilio vissuti in stretta collaborazione con il papa che lo aveva voluto, Giovanni XXIII; dal ministero episcopale a Chieti e a Loreto alla lunga stagione di Sotto il Monte, dove per quasi trent’anni ha offerto a tutti «la testimonianza luminosa della visione profetica del papa di cui era stato fedelissimo segretario, lanciando innumerevoli stimoli alla Chiesa in Italia e nel mondo nello spirito del Vaticano II».