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Documenti, 21/2017, 05/12/2017, pag. 665

La speranza che salva

Lettera pastorale di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto, per l’anno 2017-2018

Mons. Bruno Forte

«La penuria più grande che possiamo sperimentare in noi stessi è quella di speranza, precisamente perché essa è segno della mancanza di un amore che non risulti effimero, come avviene nelle tante forme in cui spesso è esibito e offerto oggi l’amore. È per questo che la tentazione più forte che potrebbe proporsi di fronte agli scenari dei tanti conflitti in corso e delle tante prove della natura e della storia, è la disperazione». Dopo aver trattato negli ultimi anni i temi dell’educazione alla fede e all’esercizio della carità, l’arcivescovo di Chieti - Vasto, mons. Bruno Forte, ha inviato alla sua Chiesa una lettera pastorale per l’anno 2017-2018 intitolata La speranza che salva.Di fronte alla domanda profonda e ineludibile di amore che è insita in ogni cuore umano, e alla tentazione di disperare che sembra affacciarsi prepotentemente negli scenari caotici del presente, il vescovo indaga la sorgente della speranza cristiana, che è l’incontro con Gesù. «La speranza di chi crede non è una rassicurazione mondana, una delle tante ideologie che hanno illuso il mondo e determinato l’alienazione dell’uomo, ma è dono dall’alto: non è qualcosa che diviene in noi, ma Qualcuno che viene a noi».

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Documenti, 2019-19

Forti nella fede

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto

«Siamo in un tempo in cui la fede dei credenti e la loro perseveranza nella fedeltà al Signore sono particolarmente messe alla prova». Con la lettera pastorale per l’anno 2019-2020 intitolata Forti nella fede. La gioia del Signore è la nostra forza, prosegue la riflessione di mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto, sulle virtù cardinali: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza, «gli abiti spirituali che ci dispongono a vivere l’incontro col Dio venuto a noi in Gesù Cristo». Dopo la temperanza, oggetto della lettera pastorale dell’anno scorso (Regno-doc. 21,2018,699), è la volta della fortezza, la virtù che «si fonda sulla certezza che il sostegno di chi crede viene dall’alto… e che il Signore ha vinto le potenze del male e soccorre sempre chi confida in lui, facendogli vincere ogni buona battaglia e superare ogni possibile prova e tristezza».

Questa riflessione, sottolinea l’arcivescovo, è necessaria soprattutto oggi, perché «nel contesto di un mondo che sfida la Chiesa sulla sua credibilità, e dunque sulla fedeltà a ciò che annuncia, la fortezza dei credenti appare una virtù fondamentale per vivere e testimoniare il Vangelo».

Documenti, 2019-5

La liturgia e la bellezza di Dio

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti - Vasto

La liturgia è «il luogo in cui la Trinità entra nelle umili storie dell’esistenza umana e queste possono essere accolte nel mistero d’amore delle relazioni divine». È dedicato alla liturgia il Messaggio dell’arcivescovo di Chieti - Vasto, il teologo mons. Bruno Forte, per la Quaresima e la Pasqua di quest’anno, porta il titolo La liturgia e la bellezza di Dio ed è stato pubblicato nel febbraio 2019.

Mons. Bruno Forte, che torna spesso sul tema della «bellezza di Dio» e della «via pulchritudinis» (il messaggio per la Quaresima 2018 era sui giovani e la bellezza di Dio; cf. anche Regno-doc. 3,2005,81), propone una riflessione sulla preghiera di lode cantata a conclusione del canone eucaristico, perché «è nella preghiera liturgica che l’incontro del tempo e dell’Eterno, compiutosi nell’incarnazione del Figlio di Dio, viene reso presente per illuminare e trasformare la vita dei credenti e della Chiesa tutta». È la liturgia che «apre alla fantasia dell’Eterno e rende docili e sensibili alla profezia» e che «alimenta la vita conforme al Vangelo», «perché la visibilità della sequela di Gesù nel mondo non è anzitutto la liturgia, ma una comunità che viva la comunione e il servizio».

Documenti, 2018-21

La temperanza, una virtù per il nostro tempo

Mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto

Dopo la riflessione sulle virtù teologali (fede, speranza e carità), nella sua lettera pastorale per l’anno 2018-2019 – intitolata La temperanza. Una virtù per il nostro tempo e pubblicata il 1° settembre – l’arcivescovo di Chieti-Vasto mons. Bruno Forte avvia un approfondimento sulle virtù cardinali, «cardine su cui ruota la vita cristiana, premessa umana all’incontro sempre nuovo col Dio venuto a noi in Gesù Cristo»: prudenza, giustizia, fortezza e temperanza. La temperanza si rivela una virtù sorprendentemente attuale, anche se «poco di moda»: «Gli stili di vita che la globalizzazione diffonde fra noi risultano troppo spesso tutt’altro che temperanti, privi come sono di equilibrio…, incapaci di quel controllo che serve a valutare e a scegliere le opportunità, aiutando a relazionarsi agli altri e alle diverse situazioni in modo appropriato. I modi di comportarsi che i “media” propongono sono spesso smodati tanto nell’agire quanto nel linguaggio, e favoriscono atteggiamenti di prepotenza e di volgarità, che spesso caratterizzano anche i protagonisti della vita pubblica e della scena politica, col risultato di esercitare influenze fortemente negative specialmente sui giovani». Una virtù che ci offre una regola nelle relazioni, consentendoci di diventare «liberi da noi stessi, dalle cose e dagli altri, liberi per amare Dio e il prossimo».