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Documenti, 21/2017, 05/12/2017, pag. 643

Migrazioni, rispondere alle sfide

Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

Nel settembre 2016, al termine del Vertice mondiale sui migranti e rifugiati, i leader mondiali riuniti nel Palazzo di vetro delle Nazioni Unite hanno sottoscritto una Dichiarazione sui migranti e rifugiati, che elenca una serie d’impegni per affrontare le attuali sfide poste dal fenomeno globale della migrazione di massa e avvia un negoziato che porterà a una conferenza mondiale e all’adozione, entro il 2018, di due accordi (Global compact), uno sui rifugiati e uno per una migrazione sicura, ordinata e regolare (cf. Regno-doc. 9,2017,303). Come contributo a questo percorso, il Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale del Vaticano ha elaborato due documenti. Il primo, Rispondere alle sfide di migranti e rifugiati. Venti punti di azione, descrive le «buone pratiche» che caratterizzano la risposta tangibile della Chiesa ai bisogni dei migranti e dei rifugiati. A complemento e integrazione, il secondo documento, Venti punti di azione pastorale, verrà diffuso fra tutte le parrocchie e le organizzazioni ecclesiali con l’intenzione di promuovere una solidarietà più efficace verso i migranti e i rifugiati. In conformità con il magistero di papa Francesco, i punti si articolano attorno a quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare.

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Documenti, 2018-13

Oeconomicae et pecuniariae quaestiones

Congregazione per la dottrina della fede – Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

S’intitola Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario il documento firmato congiuntamente dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e reso pubblico il 17 maggio. Articolato in quattro paragrafi, il testo affronta alcune questioni in materia di economia e finanza. Nello specifico, viene presa in considerazione la crisi economico-finanziaria del 2008 come «l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria, neutralizzandone gli aspetti predatori e speculativi e valorizzandone il servizio all’economia reale»; tuttavia, prosegue il documento, «non c’è stata… una reazione che abbia portato a ripensare quei criteri obsoleti che continuano a governare il mondo». Partendo da questo presupposto, l’analisi dei due organismi intende offrire «una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi e ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale».