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Documenti, 7/2018, 01/04/2018, pag. 203

Placuit Deo

Lettera su alcuni aspetti della salvezza cristiana

Congregazione per la dottrina della fede

La lettera Placuit Deo della Congregazione per la dottrina della fede, pubblicata il 1° marzo, intende «mettere in evidenza, nel solco della grande tradizione della fede e con particolare riferimento all’insegnamento di papa Francesco, alcuni aspetti della salvezza cristiana che possono essere oggi difficili da comprendere a causa delle recenti trasformazioni culturali». Il documento, che è il primo della Congregazione a portare la firma del nuovo prefetto Luis Ladaria (entrato in carica lo scorso luglio), riprendendo il magistero di papa Francesco osserva come il mondo contemporaneo avverta con difficoltà la fede cristiana, e questo a causa di due tendenze in crescita tra i credenti, che non consentono di riconoscere nell’incarnazione del Verbo la via autentica per la redenzione umana. Si tratta dell’individualismo, che quasi come un neo-pelagianesimo «tende a vedere l’uomo come essere la cui realizzazione dipende dalle sole sue forze», e di un neo-gnosticismo che crede in «una salvezza meramente interiore, la quale suscita magari una forte convinzione personale… ma senza assumere, guarire e rinnovare le nostre relazioni con gli altri e con il mondo creato». La Lettera ribadisce che «Cristo è salvatore in quanto ha assunto la nostra umanità integrale e ha vissuto una vita umana piena, in comunione con il Padre e con i fratelli. La salvezza consiste nell’incorporarci a questa sua vita, ricevendo il suo Spirito».

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Documenti, 2018-13

Oeconomicae et pecuniariae quaestiones

Congregazione per la dottrina della fede – Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale

S’intitola Oeconomicae et pecuniariae quaestiones. Considerazioni per un discernimento etico circa alcuni aspetti dell’attuale sistema economico-finanziario il documento firmato congiuntamente dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, e reso pubblico il 17 maggio. Articolato in quattro paragrafi, il testo affronta alcune questioni in materia di economia e finanza. Nello specifico, viene presa in considerazione la crisi economico-finanziaria del 2008 come «l’occasione per sviluppare una nuova economia più attenta ai principi etici e per una nuova regolamentazione dell’attività finanziaria, neutralizzandone gli aspetti predatori e speculativi e valorizzandone il servizio all’economia reale»; tuttavia, prosegue il documento, «non c’è stata… una reazione che abbia portato a ripensare quei criteri obsoleti che continuano a governare il mondo». Partendo da questo presupposto, l’analisi dei due organismi intende offrire «una riflessione etica circa taluni aspetti dell’intermediazione finanziaria, il cui funzionamento, quando è stato slegato da adeguati fondamenti antropologici e morali, non solo ha prodotto palesi abusi e ingiustizie, ma si è anche rivelato capace di creare crisi sistemiche e di portata mondiale».

Documenti, 2018-13

Ordinazione delle donne: il no è definitivo

Luis Ladaria, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede

Il no della Chiesa cattolica all’ordinazione sacerdotale delle donne è definitivo. Lo ha ribadito il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, l’arcivescovo Luis Ladaria, in un articolo pubblicato su L’Osservatore romano. L’intervento è stato provocato dalla «preoccupazione» per il «veder sorgere ancora in alcuni paesi delle voci che mettono in dubbio la definitività di questa dottrina». Poiché «seminando questi dubbi si crea grave confusione tra i fedeli, non solo sul sacramento dell’ordine come parte della costituzione divina della Chiesa, ma anche sul magistero ordinario che può insegnare in modo infallibile la dottrina cattolica», si riafferma la definitività dell’insegnamento della lettera apostolica Ordinatio sacerdotalis di Giovanni Paolo II (1995), come una verità appartenente al deposito della fede. Anche se, precisa mons. Ladaria, «la differenza di funzioni tra l’uomo e la donna non porta con sé nessuna subordinazione, ma un arricchimento mutuo». Anzi, questo insegnamento può gettare «una luce sulla nostra cultura, che fa fatica a comprendere il significato e la bontà della differenza tra l’uomo e la donna, la quale tocca anche la loro missione complementare nella società».

Documenti, 2016-19

Ad resurgendum cum Christo

Istruzione circa la sepoltura dei defunti e la conservazione delle ceneri

Congregazione per la dottrina della fede

La Chiesa cattolica non scorge ragioni dottrinali per impedire la prassi della cremazione dei fedeli defunti – benché continui a ritenere preferibile l’inumazione dei cadaveri –, purché tale pratica non sia scelta in esplicito contrasto alla religione cristiana; ribadisce che la conservazione delle ceneri nelle abitazioni domestiche non è consentita, a meno di «circostanze gravi ed eccezionali, dipendenti da condizioni culturali di carattere locale»; in ogni caso, è vietata la dispersione delle ceneri nell’ambiente, la loro trasformazione in oggetti ricordo o gioielli.

Sono questi i contenuti principali dell’istruzione Ad resurgendum cum Christo, pubblicata il 25 ottobre dalla Congregazione per la dottrina della fede. Il breve documento non è il primo a occuparsi della questione, poiché già nel 1963 l’allora Sant’Uffizio aveva emanato un’analoga istruzione, che apriva per la prima volta ai cattolici la possibilità della cremazione. Ma negli ultimi decenni «si sono diffuse anche nuove idee in contrasto con la fede della Chiesa», quindi «la Congregazione per la dottrina della fede ha ritenuto opportuna la pubblicazione di una nuova istruzione, allo scopo di ribadire le ragioni dottrinali e pastorali per la preferenza della sepoltura dei corpi e di emanare norme per quanto riguarda la conservazione delle ceneri nel caso della cremazione».