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Documenti, 13/2019, pag. 389

Communis vita

Lettera apostolica motu proprio con la quale vengono mutate alcune norme del Codice di diritto canonico

Francesco

Con il motu proprio Communis vita, pubblicato il 26 marzo, il papa ha compiuto un altro passo della riforma della vita religiosa che sta realizzando nel suo pontificato (cf. qui a p. 390). Questa volta si tratta di normare quei casi in cui un religioso risulti assente in modo prolungato e illegittimo dal suo istituto di vita consacrata, e risulti irreperibile al suo superiore. Con la modifica al Codice di diritto canonico, introdotta dal presente motu proprio, il superiore trascorsi 12 mesi dalla dichiarazione di irreperibilità, ottenuta la conferma dalla Congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica o dal vescovo diocesano secondo i casi, può decretare la dimissione del religioso dall’istituto, a partire dal principio fondamentale che «la vita in comunità è un elemento essenziale della vita religiosa». La modifica – secondo quanto affermato dal segretario della Congregazione mons. José Rodriguez Carballo (Vatican News 10.4.2019), risponde all’esigenza di mettere ordine in questo ambito, «perché un religioso assente illegittimamente continua a essere religioso, e per anni, quindi qualora arrivasse a commettere qualche crimine, per esempio un abuso sessuale, tutto ricadrebbe sull’istituto».

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Documenti, 2019-17

Africa: riconciliazione e sviluppo

Viaggio apostolico in Mozambico, Madagascar e Maurizio (4-10 settembre 2019)

Francesco

Il 31° viaggio apostolico di Francesco si è svolto dal 4 al 10 settembre e ha riguardato tre stati dell’Africa sud-orientale che da trent’anni non vedevano un papa: Mozambico, Madagascar e Maurizio. I temi centrali della visita sono stati quelli della riconciliazione nazionale, soprattutto in un paese come il Mozambico che è stato a lungo piagato dalla guerra civile e tra pochi giorni andrà al voto; della lotta alla povertà, in terre ricche di risorse ma con un’enorme quantità di popolazione al di sotto del livello di povertà; della necessità di uno sviluppo che non escluda nessuno e sia rispettoso dell’ambiente; della possibilità di una convivenza pacifica tra le diverse religioni e culture, come dimostra la storia dei tre paesi.

«Se prendiamo parte a un processo in cui rispettiamo le priorità e gli stili di vita originari e in cui le aspettative dei cittadini sono onorate, faremo in modo che l’aiuto fornito dalla comunità internazionale non sia l’unica garanzia dello sviluppo del paese; sarà il popolo stesso che progressivamente si farà carico di sé, diventando l’artefice del proprio destino» (in Madagascar).

Documenti, 2019-17

Una teologia per il dialogo e la pace

Papa Francesco; Sergio Tanzarella

«La teologia dopo Veritatis gaudium è una teologia kerygmatica, una teologia del discernimento, della misericordia e dell’accoglienza, che si pone in dialogo con la società, le culture e le religioni per la costruzione della convivenza pacifica di persone e popoli». Così in sintesi papa Francesco ha risposto alla questione affrontata dall’incontro su «La teologia dopo Veritatis gaudium nel contesto del Mediterraneo», promosso il 20 e 21 giugno a Napoli dalla Pontificia facoltà teologica dell’Italia meridionale, al quale il pontefice ha partecipato con un intervento conclusivo il 21 giugno.

Tra i diversi contributi proposti dal convegno, è stato in particolare quello del prof. Sergio Tanzarella, intitolato «Testimonianze e proposte», a individuare la necessità di una «teologia per la pace, dove il “per” sottolinea meglio un impegno assoluto proprio in nome di Cristo nostra pace». «La pace non è infatti una tra le tante componenti del sapere teologico, ma ne è l’elemento costitutivo».

Attualità, 2019-16

A. McGowan, Il culto cristiano dei primi secoli

Uno sguardo sociale, storico, teologico

Francesco Pieri

Chi scorra l’indice di questo saggio constata immediatamente come il lavoro di Andrew McGowan presenti la genesi del culto cristiano secondo un piano espositivo che, già a prima vista, si differenzia in modo sensibile dalle trattazioni storico-liturgiche a noi più familiari. Gli aspetti che ne rendono originale l’impianto sono anzitutto la delimitazione cronologica (che oltrepassa di poco i primi quattro secoli) e la centralità accordata, entro i sei capitoli che costituiscono il corpo principale della trattazione, alle categorie, in senso lato, antropologiche.