Il libro racconta con attenzione la vita e le riflessioni politico-ideali di uno dei più determinati oppositori del fascismo, Giovanni Amendola, il quale pagherà con la vita questa sua resistenza a Mussolini e al suo regime. Il volume inizia infatti con la cronaca dell’aggressione fascista subita da Amendola che ne comprometterà la salute fino a condurlo alla morte.
Il volume di Scornajenghi ricostruisce il contesto della cosiddetta secessione aventiniana con l’acribia dello storico che sonda archivi e confronta fonti e bibliografie, riconsegnandoci così tutta la tragicità di quegli avvenimenti, i quali vengono letti dal lato dell’impegno degli esponenti del Partito popolare fondato da Sturzo e altri, nel 1919, alla fine del primo conflitto mondiale.
Il volume è uno strumento agile e interessante che si muove su terreni poco noti al grande pubblico, ma che riguardano da vicino, con sempre più intensità, la nostra quotidianità: dallo smartphone (con l’idea d’essere ovunque raggiungibili, sempre on-line, in un eterniday atemporale) a ChatGpt.
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