A
Attualità
Attualità, 18/2021, 15/10/2021, pag. 585

A. Giovanardi, Pensare il confine

Vladimiro Zabughin tra Oriente e Occidente

Antonello Colimberti

Alzi la mano fra i lettori chi conosce Vladimir Nikolaevič Zabughin (Pargolovo, San Pietroburgo 1880 – Solda, Bolzano 1923). Non molti, probabilmente. Ma anche quei pochi che, a qualche titolo, lo ricordano, quasi certamente non conoscono la davvero sorprendente estensione intellettuale di questo studioso russo dalla vita breve, stroncata anzitempo da un incidente alpinistico. L’occasione per colmare tale lacuna, immergendosi nel contempo in una godibilissima lettura, è offerta dal nuovo volume di Alessandro Giovanardi.

 

La lettura dell'articolo è riservata agli abbonati a Il Regno - attualità e documenti o a Il Regno digitale.
Gli abbonati possono autenticarsi con il proprio codice abbonato. Accedi.

Leggi anche

Attualità, 2021-14

P. Pecere, Il dio che danza

Viaggi, trance, trasformazioni

Antonello Colimberti

A distanza di oltre 40 anni, con lo stesso titolo, Paolo Pecere, ricercatore presso l’Università di Roma Tre, dove insegna Storia della filosofia e del pensiero scientifico, raccoglie l’eredità attraverso una ricerca sul campo che lo porta a spaziare in quattro continenti: Europa, Asia, Africa, America.

 

Attualità, 2021-8

G. Guerra, L’acrobata d’avanguardia

Hugo Ball tra dada e mistica

Antonello Colimberti

Gli intenti dell’opera sono dichiarati in apertura di volume: «Lo scopo di questa analisi – che non vuole essere una ricognizione sistematica, per linee biografiche o tematiche, dell’intero itinerario intellettuale di Hugo Ball – è quello di ripercorrere in maniera sintetica ma approfondita alcune stazioni di quella parabola, alla luce di due elementi concettuali tra loro intrecciati: l’attitudine balliana alla dissidenza e la sua prestazione specificamente teologico-politica». 

Attualità, 2021-2

G. Cognetti, Fra Panikkar e Jung

Un nuovo umanesimo interculturale

Antonello Colimberti

Tesi «portante di questo libro è che oggi, nel contesto della globalizzazione, solo quell’acume critico-analitico che è lo specifico della nostra tradizione filosofica, e che, già all’opera nell’antica Grecia, dall’Umanesimo all’Illuminismo ha conosciuto i suoi sviluppi più importanti, può, attraverso una radicalizzazione autocritica che lo liberi di molti suoi contenuti storicamente determinati e ormai superati e ridimensioni l’idea che la ragione possa e debba guidare l’esistenza umana, condurre verso quell’inversione antropologica propria di un nuovo umanesimo dialogico e interculturale.