Italia - Economia: convivere con gli shock
Dopo anni di shock ravvicinati, le economie europee hanno mostrato resilienza, ma l’emergenza continua di «policrisi» – scrive Stefania Tomasini – rischia di far passare in secondo piano i problemi strutturali. In particolare in Italia. Il nostro infatti è un paese ricco ma immobile: da 25 anni il PIL pro capite reale è fermo. Anche le retribuzioni reali sono ferme dal 1995, con un peggioramento marcato per i redditi più bassi. Così anche la produttività, legata alla frammentazione di un sistema che vede il prevalere di microimprese. Queste hanno meno «capacità d’innovazione», «efficienza organizzativa e manageriale», più «fragilità finanziaria» e «difficoltà nell’affrontare la crescente competizione internazionale». Se il PNRR ha iniziato ad affrontare alcune delle criticità del Belpaese, ciò che occorre è una politica economica complessiva. «L’augurio – conclude la senior partner di Prometeia – è che la prossima campagna elettorale porti l’attenzione su questi processi strutturali che, per natura, richiedono tempi lunghi, riforme, investimenti mirati e politiche industriali coerenti, producendo benefici soprattutto nel medio periodo».
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