il Regno delle Donne Tag: donna
Tempo del lievito, tempo del pane
Quando la parola delle donne predispone il pane per la Chiesa: si potrebbe immaginare così l’apporto delle donne al Cammino sinodale delle Chiesa italiana
Ogni giustizia. Omelie con voce di donna (Anno A)
Con il titolo Ogni giustizia, è uscito per i tipi di EDB il secondo volume delle tracce per omelie prodotte coralmente dal Coordinamento delle teologhe italiane (CTI).
Leggere Michela Murgia a scuola
“Leggere insieme a scuola è stato un bellissimo esercizio di democrazia”. Riprendendo questa suggestione del libro/colloquio di Marinella Perroni con Michela Murgia, alcune classi di Liceo con le loro docenti si sono messe in gioco con un lavoro seminariale su quel testo e i suoi temi. Spazio di pace, esercizio di cultura e di rispettosa presa di parola: molte ragazze e alcuni ragazzi hanno così mostrato le potenzialità delle generazioni nelle cui mani è il futuro comune. Raccontando così anche l’arte delle insegnanti, di una professione delicata, al crocevia del cambiamento.
Roma. Il mondo in UNA stanza
A Roma oltre al Conclave che ha eletto Leone XIV si sono riunite le Superiori Generali di tutto il mondo. Considerare insieme le due assemblee offre l’immagine di una Chiesa poliedrica, in ricerca di modelli non hard, in un tempo complesso. Come ha detto suor Simona Brambilla: «la notte non è solo oscurità. È anche lo spazio della creatività, dell’intuizione, della nascita».
Il tempo che resta. Le teologhe e le apocalissi di questo tempo
Si sono da poco svolti Seminario e Assemblea del Coordinamento delle teologhe italiane. La nuova Presidente ne raccoglie le tematiche, legate ai molti significati di apocalisse - quelli biblici, quelli del linguaggio comune, quelli filosofici - e le rilancia per il tempo denso che ci attende. In questa cornice, tra radici e futuro, il nuovo Consiglio del CTI si mette alacremente al lavoro, per l’associazione che anima e coordina, ma anche per tutte e tutti.
Lingua sorella. Scommettere sulle alleanze
Una rete di alleanze fra donne si intreccia con sette Diocesi italiane. Molti i cantieri avviati, con attenzione particolare alle parole che fanno cose, che aprono mondi, come quelle più belle, o ne chiudono, come quelle sgradevoli. Una scommessa non banale: riusciranno a coinvolgere le comunità ecclesiali e non solo i sette vescovi che hanno sottoscritto il progetto?
La prefetta e il battesimo
In questi giorni, dopo la nomina a Prefetta del Dicastero per la vita consacrata di suor Simona Brambilla, non mancano commentatori che esprimono stupore perché scoprono che l’esclusione dai gradi sacerdotali del ministero (presbiterato ed episcopato) non comporta anche l’esclusione dall’esercizio del potere di governo. “Potere sì, ministero no”: è questo il punto di arrivo del discernimento sinodale sul ruolo delle donne (Documento finale, n. 60)? In realtà sembra piuttosto un punto di partenza, perché, mentre la riflessione sul ministero deve rimanere aperta, l’Assemblea sinodale invita “a dare piena attuazione a tutte le opportunità già previste dal diritto vigente relativamente al ruolo delle donne, in particolare nei luoghi dove esse restano inattuate. Non ci sono ragioni che impediscano alle donne di assumere ruoli di guida nella Chiesa: non si potrà fermare quello che viene dallo Spirito Santo”. Si tratta di riconoscere l’abilitazione battesimale di tutte e tutti. Sulla quale ci soffermiamo qui, anche attraverso una analisi del sistema canonico nel suo complesso.
Da che pulpito viene la predica?!
Tuttora le donne non hanno la facoltà di presiedere e neppure di tenere le omelie durante le celebrazioni eucaristiche. Tra richiesta, bisogno e desiderio molte cose però si muovono: le donne fanno meditazioni bibliche e scrivono, anche tracce per le omelie: che sia il caso di fare qualche cambiamento, per il bene della Chiesa? Nell’immagine del resto vediamo che la storia è ricca di presenze: nel Monastero di S. Anna di Foligno le Terziarie francescane che predicavano per le strade avevano voluto ritrarre Maria che insegna nel tempio.
Sinodo: le politiche e l’apprendimento
Una teologa che ha fatto parte di una commissione teologica al Sinodo ha scritto alcune considerazioni, alla vigilia della sua conclusione. Un post vecchio? No. E’ piuttosto un’istantanea in un tempo sospeso e dilatato, cifra di quanto segue il Sinodo, come processo oltre l’evento. Con una attenzione particolare alle parole delle donne e sulle donne.
Non ho mai ucciso una donna. Ma non mi sento innocente
«Not all men», «Non tutti gli uomini»: lo si dice anche in ambiti cattolici, di fronte ai femminicidi. E così ci si libera dall’impegno di riflettere sull’ordine gerarchico che sta alla base delle molteplici forme di sopruso maschile: anche quelle quotidiane, quelle di cui nemmeno ci si rende conto perché sono modi “normali” di porsi e relazionarsi. Ma se non si fanno i conti con quel modello, anche nella propria esperienza personale, se ne diventa complici.