P. Stefani
Vi sono parecchi casi in cui un detto, staccatosi dal proprio nido, viaggia per il mondo per conto suo. In questo novero rientra, di sicuro, anche il «date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio». Il passo, spesso citato solo nella prima parte, è diventato emblema della laicità della politica fondata sulla distinzione e sulla reciproca autonomia dei poteri della Chiesa e dello stato. Non è sempre stato così.
Attualità, 10/2007, 15/05/2007, pag. 354