A
Parole delle religioni

Parole delle religioni

Il pubblico pregare musulmano. E i paradossi dell'Occidente

P. Stefani
Le massime Categorie (at-Tabaqat al-kubrà) è il titolo (sintetizzato) con cui è conosciuta un’opera scritta verso la metà del XVI secolo dal dotto musulmano ash-Sha’rani. Il testo riporta, in modo spesso più agiografico che storico, la vita di una lunga serie di eminenti e devoti musulmani. Comincia dai primi successori di Muhammad: i quattro califfi ben diretti della tradizione sunnita. Presto passa però alla generazione successiva. A proposito di Hasan, si afferma che nacque a Medina tre anni dopo l’ègira (622). Era figlio di Ali (l’ultimo dei quattro califfi), il cugino del Profeta che aveva sposato la figlia di quest’ultimo, Fatima. Conformandosi alla tradizione, Sha’rani afferma che il Profeta conferì il nome al nipote appena nato e gli recitò all’orecchio la chiamata alla preghiera.

Per non dimenticare (o forse per sapere)

P. Stefani
Mi piacerebbe raccontarti una storia nella quale un nazista mi abbia detto chinati, così non devo picchiarti, oppure nasconditi, così non ti vedo, oppure svignatela e sparisci, così riuscirai a prendere il pane che sta sul tavolo. Una cosa del genere te la racconterei con entusiasmo. Ma purtroppo non posso. Non è accaduta in nessuno dei campi di concentramento nei quali sono stata. Da nessuna parte (…). Ad Auschwitz si costruisca un camino che mandi fiamme! Non uno solo! Cinque! Che ardano giorno e notte. Se ci si trova in una baracca e si guarda ogni giorno il camino che sprigiona tanto chiarore, nel bosco, il fuoco arde, l’odore arriva e tu avverti la presenza degli esseri umani!

Ambivalenze della vergogna. La cacciata dal paradiso

P. Stefani
La Cappella Brancacci, nella fiorentina chiesa di S. Maria del Carmine, appare come un residuo posto all’interno di un contenitore difforme. Tanti particolari sono usciti dall’incertezza, altri sono lì in attesa di essere decifrati. Tra essi, vi è il modo d’interpretare la Cacciata dal paradiso. La vergogna è qui connessa alle divine parole di maledizione rivolte all’esistenza umana sulla Terra; essa, perciò, è storica e umana, non eterna. La vergogna non coincide con il pentimento e tanto meno con la riconciliazione; piuttosto è paragonabile a un torbido caos originario. Dimensione che in se stessa non garantisce nulla, ma senza la quale niente potrà mai nascere. La nuda vergogna è un’originaria condizione umana che tutti ci accomuna.

Parabole della teologia. L'approccio laico di Mancuso

P. Stefani
C'era una volta un re che abitava con la sua corte in cima a una montagna. Era felice, ma quando guardava in basso vedeva solo l’ombra scura e vuota della valle. Decise allora di fondarvi una città. Fece venire delle famiglie e le alloggiò, ma esse iniziarono subito a litigare tra loro. Cercò allora di governarle dando a esse una legge e non disdegnando di ricorrere a premi e a punizioni.

Il Logos e la carne. Un Giobbe darwinista

P. Stefani
Vi è una storia rabbinica che giustamente molti, oggi, amano ripetere. Si tratta di un passo del Talmud babilonese (Baba Metzi’a, 59b), che prende lo spunto da una discussione legale molto specifica, connessa a una questione di purità.

Per la giustizia. Preghiera per l'unità dei cristiani

P. Stefani
Non vendicatevi contro chi vi fa del male, ma cercate sempre di fare il bene tra voi e con tutti (cf. 1Ts 5,15). La condivisione della preghiera in nome di Gesù Cristo è già una forma di unità. In un certo senso esprime e realizza una comunione effettiva. Allo stesso tempo, e per la semplice ragione di esserci, evidenzia quanto ancora ci divide: l’oggetto della preghiera è la richiesta di un’unità che ancora non ci è data. Si è uniti proprio nel momento in cui si chiede concordemente il superamento delle divisioni. Nessuno dei due estremi cade.

Il senso della storia: Giuseppe nella Bibbia e nel Corano

P. Stefani
È uso dire che Dio stia nei particolari. In effetti all’interno di una realtà organica ogni singolo aspetto riflette l’insieme. Ciò vale anche per il valore attribuito ai sogni profetici rispettivamente nella Bibbia e nel Corano. Entrambi i libri conoscono le storie di Giuseppe, tuttavia, fin dal primo apparire, il discorso risulta a un tempo simile e diverso: si racconta la stessa storia eppure essa è anche altra.

Vivere il proprio morire. Un anno dopo Welby

P. Stefani
La morte può diventare umanamente accettabile quando ci si rende conto che non tutto può essere posto sotto l’insegna della libertà.

Da Dio attraverso l'uomo. La lectio divina

P. Stefani
Nuova pagina 1 Parole delle religioni   Da Dio attraverso l�uomo La lectio divina   Nei Lineamenta stesi in vista del prossimo sinodo dei vescovi sulla parola di Dio (ottobre 2008) si ribadisce, secondo una linea sempre pi� affermata negli ultimi decenni, il grande valore assunto dalla lectio divina per tutta la comunit� ecclesiale: �� da incoraggiare vivamente...

Il lungo studio e il grande amore. La Parola, la ricerca e la preghiera

P. Stefani
L’attuale tendenza a proporre la lettura spirituale della Scrittura come correttivo necessario allo specialismo e all’aridità dell’erudizione mette in luce la perdita di uno studio in grado di esprimere il diuturno risuonare della Parola custodita nel proprio cuore.