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I cieli e la terra passeranno

XXXIII domenica del tempo ordinario Dn 12,1-3; Sal 16 (15); Eb 10,11-14.18; Mc 13,24-32 Quando si avvicina la fine dell’anno liturgico nel corso della messa si proclamano testi collegati alla fine del mondo. È coerenza o piuttosto incoerenza? Il tempo della liturgia è ciclico. Un anno finisce e subito dopo ne comincia un altro e così via. Nell’attuale rito latino: A B C e di nuovo A B C, sempre così; fino a quando? Il tempo attestato dai passi biblici di carattere escatologico è invece orientato a una conclusione definitiva della storia umana, dopo...

«Vi ha gettato tutto quello che aveva»

XXXII domenica del tempo ordinario 1Re 17,10-16; Sal 146 (145); Eb 9,24-28; Mc 12,38-44   «Pregano a lungo per farsi vedere» (Mc 12,40). Così avveniva un tempo; oggi è assai raro che si scelga la preghiera come modalità per essere visti. Senza alcun dubbio nella società odierna domina l’immagine e, di conseguenza, l’apparire, tuttavia ci si muove su altri piani rispetto a quelli di un tempo. La riproduzione di quanto visto dai nostri occhi è ora praticabile e praticata da tutti e in ogni momento. In questa situazione l’immagine...

Amare e ubbidire

XXXI domenica del tempo ordinario Dt 6,2-6; Sal 18 (17); Eb 7,23-28; Mc 12,28-34 Nella discussione su quale sia il primo fra tutti i comandamenti, Marco (a differenza di quanto avrebbe fatto Matteo, 22,34-35) non introduce alcuna nota polemica. Al contrario, il passo attesta una profonda affinità tra lo scriba e Gesù. Non a caso la spinta per porre la domanda era nata dal sincero apprezzamento rispetto al modo in cui Gesù, di fronte alla provocazione dei sadducei, aveva difeso la risurrezione dei morti (cf. Mc 12,18-28). Tutto lascia quindi supporre che lo scriba fosse di...

Mentre partiva da Gerico

XXX domenica del tempo ordinario Ger 31,7-9; Sal 126 (125); Eb 5,1-6; Mc 10,46-52 Gesù a Gerico restituisce la vista a Bartimeo (cf. Mc 10,46-52); in precedenza, a Betsaida, aveva risanato un altro cieco di cui ci è ignoto il nome. I due episodi sono molto diversi tra loro. L’anonimato contraddistingue una scena non messa in moto da alcuna richiesta formulata dalla persona non vedente: sono altri a condurre il cieco a Gesù. Quest’ultimo, presolo per mano, lo porta fuori dal villaggio; poi, con un gesto da taumaturgo popolare, dopo avergli messo della saliva sugli...

Tra voi non è così

Domenica XXIX del tempo ordinario Is 53,10-11; Sal 33 (32); Eb 4,14-16; Mc 10,35-45 Alcune settimane fa (domenica XXV, il 23 settembre) avevamo letto che subito dopo il secondo preannuncio della passione i discepoli per strada discutevano chi fosse il più grande. La risposta di Gesù fu: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,30-35). L’andamento si ripete dopo il terzo annuncio (cf. Mc 10,32-34). Ora Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, chiedono a Gesù: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno...

La croce e il cammello

XXVIII domenica del tempo ordinario Sap 7,7-11; Sal 90 (89); Eb 4,12-13; Mc 10,17-30 Che il linguaggio del Vangelo sia spesso paradossale appare a tutti evidente. Che quando ci s’imbatte in espressioni forti ciò crei disagio è comprensibile. Rispetto al brano evangelico di questa domenica, per esempio, si è a lungo dissertato se quel cammello che cerca di passare per la cruna dell’ago si debba intendere piuttosto come una fune (kamilos in luogo di kamelos) (cf. Mc 10, 25); come dire? Paradossale sì, ma non esageriamo. In realtà è trascurabile...

Immigrazione: il fattore sfiducia degli italiani

La fiducia dei migranti, la sfiducia degli italiani. Potremmo anche dire così. A fronte della vitalità, oltre che della necessità, che spinge donne, uomini, intere famiglie all’immigrazione, un crescente sentimento degli italiani di paura e di sfiducia.

Paura degli altri o sfiducia in noi stessi? La sfiducia in noi stessi attiene agli elementi di fondo, culturali, economici, istituzionali. In particolare la sfiducia nelle istituzioni, che caratterizza da sempre gli italiani, fa percepire, pure considerando analoghe difficoltà di altre nazioni europee, il fenomeno migratorio come minaccia per noi ingovernabile.

Anche a fronte di atteggiamenti di tipo razzistico che si presentano nel nostro paese, lo studio che qui presentiamo mette in luce che l’alternativa è tra nuovi modelli di integrazione da un lato e rifiuto, chiusura totale dall’altro. Nel primo caso l’immigrazione è trasformabile in risorsa, nel secondo rimane un problema. La scelta riguarda l’idea di futuro che il nostro paese immagina per sé e, attraverso di sé, per l’Europa.

L’indagine che segue, curata dai proff. Paolo Segatti e Federico Vegetti dell’Università Statale di Milano, e voluta dalla Caritas Italiana e dalla rivista Il Regno, intende porre la questione su basi di conoscenza, al di fuori di ogni strumentalità.

Dall'inizio della creazione

XXVII domenica del tempo ordinario Gen 2,18-24; Sal 128 (127); Eb 2,9-11; Mc 10,2-16    All’inizio della creazione le cose stavano diversamente da quanto sono ora, eppure a essere creato è stato proprio il nostro mondo, non un altro. I primi 11 capitoli della Genesi sono dominati dal paradosso insito in questa prospettiva. Essa fa insorgere enormi difficoltà quando la si ritiene confrontabile con altre narrazioni delle origini compiute attraverso linguaggi differenti (primo fra tutti quello scientifico), mentre dischiude orizzonti se è intesa su un piano...

In nome di...

XXVI domenica del tempo ordinario Nm 11,25-29; Sal 19 (18); Gc 5,1-6; Mc 9,38-43.45.47-48   «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni in tuo nome» (Mc 9,38). «In nome di...». È un’espressione non rara nella vita comune. Quando qualcuno ci chiede di essere raccomandato presso una persona nostra amica, si dicono frasi del tipo: «Ma sì, vacci pure a nome mio», «certo che puoi fare il mio nome» e così via. In queste circostanze si offre il proprio nome come una garanzia a favore di altri. Le cose si...

L'accordo tra la Santa Sede e la Cina

Non si tratterà di un accordo ottimale, ma nella sua parzialità e provvisorietà è il miglior accordo possibile. Riproponiamo un commento di febbraio di Gianfranco Brunelli sull'accordo concluso sabato 22 settembre.