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Che cosa dobbiamo fare?

III domenica di Avvento Sof 3,14-17; Is 12,2-6; Fil 4,4-7; Lc 3,10-18 Il Vangelo della III domenica di Avvento inizia con un interrogativo: «Che cosa dobbiamo fare?». È un tipo di domanda che di solito sorge in una situazione specifica, nella quale si è nell’incertezza di quale sia la strada più conveniente da seguire; in tali circostanze ci si rivolge a chi è dotato di autorità o di competenza. È quanto avviene, per esempio, allorché un malato chiede al medico quale comportamento debba assumere perché la terapia risulti...

Dal deserto alla pianura

II domenica di Avvento Bar 5,1-9; Sal 126 (125); Ef 1,4-6.8-11; Lc 3,1-6 Luca, per presentare l’inizio della predicazione di Giovanni, parla di un tempo individuato attraverso la presenza di imperatori, governatori, tetrarchi e sommi sacerdoti (cf. Lc 3,1-2). In tal modo egli ripropone lo spirito storiografico che aveva contraddistinto l’incipit del suo Vangelo, nel quale dichiarava di aver compiuto «ricerche accurate su ogni circostanza» al fine di scriverne «un resoconto ordinato» (Lc 1,3). L’elencazione è però solo l’involucro,...

Per celebrare la redenzione

Immacolata concezione di Maria Gen 3,9-15.20; Sal 98 (97); Ef 1,3-6,11-12; Lc 1,26-38 L’Ave Maria è divisa in due parti. La prima deriva dal Vangelo di Luca («Rallegrati piena di grazia, il Signore è con te», Lc 1,28; «Tu sei benedetta fra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno», Lc 1,44). La seconda, completata nel XV secolo, è espressione della tradizione ecclesiale: «Santa Maria, madre di Dio» e si radica nella definizione di Theotokos risalente al Concilio di Efeso; «prega per noi peccatori, adesso e nell’ora...

Quando il Figlio dell’uomo verrà

I domenica di Avvento Ger 33,14-16; Sal 25 (24); 1Ts 3,12-4,2; Lc 21,25-28.34-36 Il ciclo liturgico sinagogale termina in autunno con la festa di Simchàt Toràh («gioia della Legge»). Nel corso dell’anno, settimana dopo settimana, era stata proclamata l’intera Torah (Pentateuco). Giunti al termine, subito si ricomincia: nello stesso giorno vengono proclamati tanto l’ultimo capitolo del Deuteronomio (morte di Mosè), quanto il primo capitolo della Genesi (inizio di tutte le cose). La ruota continua a girare senza soluzione di continuità....

Il mio regno non è di qui

Solennità di Cristo re dell’universo Dn 7,13-14; Sal 93 (92); Ap 1,5-8; Gv 18,33-37 «Universo» è parola sconosciuta alla Bibbia. Per dire «il tutto», il primo versetto della Scrittura impiega l’espressione «il cielo e la terra» (Gen 1,1; cf. Ef 1,10). Il posto privilegiato che questo modo di dire riserva a ciò che noi definiamo «nostro pianeta» indica una distanza incolmabile tra l’immagine biblica del cosmo e quella attuale. Non ha senso logico definire un campo come fosse costituito da 100 ettari di terreno...

I cieli e la terra passeranno

XXXIII domenica del tempo ordinario Dn 12,1-3; Sal 16 (15); Eb 10,11-14.18; Mc 13,24-32 Quando si avvicina la fine dell’anno liturgico nel corso della messa si proclamano testi collegati alla fine del mondo. È coerenza o piuttosto incoerenza? Il tempo della liturgia è ciclico. Un anno finisce e subito dopo ne comincia un altro e così via. Nell’attuale rito latino: A B C e di nuovo A B C, sempre così; fino a quando? Il tempo attestato dai passi biblici di carattere escatologico è invece orientato a una conclusione definitiva della storia umana, dopo...

«Vi ha gettato tutto quello che aveva»

XXXII domenica del tempo ordinario 1Re 17,10-16; Sal 146 (145); Eb 9,24-28; Mc 12,38-44   «Pregano a lungo per farsi vedere» (Mc 12,40). Così avveniva un tempo; oggi è assai raro che si scelga la preghiera come modalità per essere visti. Senza alcun dubbio nella società odierna domina l’immagine e, di conseguenza, l’apparire, tuttavia ci si muove su altri piani rispetto a quelli di un tempo. La riproduzione di quanto visto dai nostri occhi è ora praticabile e praticata da tutti e in ogni momento. In questa situazione l’immagine...

Amare e ubbidire

XXXI domenica del tempo ordinario Dt 6,2-6; Sal 18 (17); Eb 7,23-28; Mc 12,28-34 Nella discussione su quale sia il primo fra tutti i comandamenti, Marco (a differenza di quanto avrebbe fatto Matteo, 22,34-35) non introduce alcuna nota polemica. Al contrario, il passo attesta una profonda affinità tra lo scriba e Gesù. Non a caso la spinta per porre la domanda era nata dal sincero apprezzamento rispetto al modo in cui Gesù, di fronte alla provocazione dei sadducei, aveva difeso la risurrezione dei morti (cf. Mc 12,18-28). Tutto lascia quindi supporre che lo scriba fosse di...

Mentre partiva da Gerico

XXX domenica del tempo ordinario Ger 31,7-9; Sal 126 (125); Eb 5,1-6; Mc 10,46-52 Gesù a Gerico restituisce la vista a Bartimeo (cf. Mc 10,46-52); in precedenza, a Betsaida, aveva risanato un altro cieco di cui ci è ignoto il nome. I due episodi sono molto diversi tra loro. L’anonimato contraddistingue una scena non messa in moto da alcuna richiesta formulata dalla persona non vedente: sono altri a condurre il cieco a Gesù. Quest’ultimo, presolo per mano, lo porta fuori dal villaggio; poi, con un gesto da taumaturgo popolare, dopo avergli messo della saliva sugli...

Tra voi non è così

Domenica XXIX del tempo ordinario Is 53,10-11; Sal 33 (32); Eb 4,14-16; Mc 10,35-45 Alcune settimane fa (domenica XXV, il 23 settembre) avevamo letto che subito dopo il secondo preannuncio della passione i discepoli per strada discutevano chi fosse il più grande. La risposta di Gesù fu: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti» (Mc 9,30-35). L’andamento si ripete dopo il terzo annuncio (cf. Mc 10,32-34). Ora Giacomo e Giovanni, figli di Zebedeo, chiedono a Gesù: «Concedici di sedere, nella tua gloria, uno...