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Moralia Blog

Corpi e relazioni. Etica cristiana e identità di genere

Una delle questioni più fraintese, nell’attuale dibattito sul genere, è il rapporto tra dimensione corporea e dimensione culturale.

Tra gli specialisti la questione si pone nei termini del binomio natura-cultura (cf. D. Goldhaber, The Nature-Nurture Debates, 2012).

Quando alcuni si chiedono se l’identità sessuale sia legata alla dimensione corporea o a quella culturale, già tradiscono un fraintendimento di fondo, che vede un’opposizione tra le due dimensioni.

Il corpo, infatti, ha sì delle dinamiche chimico-biologiche, che dal punto di vista logico vengono «prima» delle interazioni con l’ambiente, ma dal punto di vista materiale il corpo dato esiste già da subito in tali relazioni (sempre più complesse: bio-chimiche, ambientali, sensoriali, affettive, sociali e prettamente «culturali»). Esse agiscono, certo, a profondità diverse nella strutturazione dell’identità, ma si può dire che natura (il dato) e cultura (il dato in relazione) sono due modi di guardare la stessa entità: il biologico è un elemento costitutivo dell’identità, ma è relazionalmente orientato.

L’essere umano è quindi «esposto» alle relazioni e la sua natura è un campo di potenzialità che si individuano in nature individuali attraverso processi relazionali (anche attraverso i legami con le figure significative, cinghia di trasmissione della società-cultura).

Relazionalità del corpo

L’identità di genere nucleare, l’orientamento sessuale, i ruoli di genere, alcune strutture cognitive ecc. sono frutto di una complessa dinamica relazionale che, a partire da un corpo dato e anche a dinamiche inconsce, genera una pluralità di configurazioni. In un approccio relazionale (interazionale o sistemico) gli esiti sono sempre probabilistici e questo comporta di pensare che molte identità sessuali – generatesi a partire dal dato biologico (anch’esso pluriforme: si pensi all’intersessualità nelle sue varie forme) – siano possibili, naturali, sane.

Il corpo c’è, allora, ma da solo non spiega l’emergere di una realtà multiforme. Il corpo-sesso è un nucleo che influenza lo sviluppo, ma è a sua volta influenzato da fattori sociali-relazionali e interpretativi. Socializzazioni che a loro volta sono influenzate dall’emergere, pubblico, di nuove configurazioni. La questione che oggi si pone, dunque, è come integrare nelle nostre comunità quelle configurazioni che possono sembrare atipiche, ma che sono manifestazioni possibili dell’umano. 

L’etica cattolica ne deve tenere conto: consapevoli di quanto l’universale umanità si renda poi reale nel singolo e unico individuo, è indispensabile, per l’elaborazione teorica, identificare quali configurazioni siano da considerare intrinseche alla diversità umana. L’uomo è, misteriosamente, una singolarità unica di una natura umana universale. Ha un corpo che precede la cultura, che è però inserito in una cultura che a sua volta lo precede.

Le identità sessuali sono molte ed esprimono l’amore sessuale in modo proprio, in consonanza con le loro nature individuali e con i fini della relazionalità umana. Questi amori possono essere riconosciuti come cristiani, e la Chiesa potrebbe ipotizzare delle vie di aggiornamento teologico per una dottrina che, purtroppo, a oggi fatica ancora a relazionarsi con la relazionalità del corpo. 

 

Damiano Migliorini è dottore di ricerca in Scienze umane e insegna Filosofia nelle scuole superiori. Ha pubblicato tra l’altro L’amore omosessuale. Saggi di psicoanalisi, teologia e pastorale. In dialogo per una nuova sintesi, Cittadella, Assisi 2014, e Ontologie relazionali e metafisica trinitaria, Morcelliana, Brescia 2022.

Commenti

  • 03/02/2022 F. Compagnoni

    Il nucleo essenziale del discorso consiste nell'affermazione dell'Autore "... questo comporta di pensare che molte identità sessuali – generatesi a partire dal dato biologico (anch’esso pluriforme: si pensi all’intersessualità nelle sue varie forme) – siano possibili, naturali, sane." Con questi tre aggettivi però si compie un passaggio logico che va argomentato accuratamente, in quanto è la risposta alla questione posta. "Possibili" descrive un dato di fatto, "naturali" esprime un apprezzamento positivo, cioè è espressione valutativa, "sane" infine esprime un giudizio morale altrettanto positivo.

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