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Moralia Tag: politica

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Al voto! Una responsabilità, quattro criteri

Si conclude con quest’ultimo post il percorso con cui Moralia ha seguito il cammino di avvicinamento a queste elezioni politiche, così delicate sia per l’incertezza che le caratterizza, sia per la novità della legge elettorale che le regola. Abbiamo preso le mosse da una considerazione d’assieme della politica nelle società occidentali (Guenzi) – tanto segnate tra l’altro dalla comunicazione in Rete (Benanti) –, per focalizzare poi l’attenzione su alcuni temi eticamente sensibili che sono in gioco in questa consultazione elettorale....

Al voto nel paese senza figli

Riprendiamo la serie delle riflessioni di Moralia in vista delle elezioni analizzando con il demografo Alessandro Rosina, come suggerito anche da Luigino Bruni nel post Un economista va a votare, la sfida etica e politica del voto del 4 marzo in un paese in profonda crisi demografica.

 

Un economista va a votare

Nel percorso del blog Moralia verso le elezioni del 4 marzo, dopo le riflessioni sull’etica nella Rete, sul problema democratico legato all’astensionismo  e sulla questione ambientale, è la volta della prospettiva di un economista.

Ecologia integrale fa rima con «elettorale»?

Riprendiamo le nostre riflessioni di etica pre-elettorale con un nuovo sasso nello «stagno» – pieno di promesse – dei programmi elettorali: la questione ambientale, che pare essere completamente uscita di scena. Che cosa chiedere ai nostri aspiranti governanti su questo tema? Ci guida nella riflessione Bruno Bignami.

Elezioni e astensionismo: il termometro della democrazia

Lo scenario (assai realistico) per cui il partito “vincente” nelle elezioni di marzo sarà l’astensionismo induce a porre in primo piano la questione della democrazia. Non ne è certamente in discussione la sostanza valoriale, quanto piuttosto i limiti e le fragilità emergenti (e non solo nel nostro paese) in stretta connessione con il rapido mutamento sociale. Anche in Italia si assiste alla tendenza evolutiva propria delle democrazie consolidate, che non si limita solo a un deficit di partecipazione dei cittadini chiamati a eleggere i propri governanti. L’astensione...

Verso le elezioni: etica nella Rete

L’appuntamento elettorale del 4 marzo dà l’occasione a questo blog per affrontare alcune questioni di etica pubblica. L’idea è non solo di richiamare l’attenzione su temi importanti, che non potranno mancare nei programmi politici presentati dalle forze in campo, ma anche di individuare dei criteri di discernimento etico che aiutino a fare una scelta, nell’urna, orientata al bene comune. Il primo post della serie riguarda il tema dell’uso del web e dei social media nella campagna elettorale (Moralia).

 

Il referendum sulla riforma costituzionale. Criteri etici per un dibattito responsabile

L’attuale riforma riscrive l’organigramma del funzionamento dello Stato, a partire dal nuovo modo di disegnare i rapporti tra Camera e Senato, fino al rapporto Stato-regioni. Siccome la Carta costituzionale è la carta del bene comune, si richiede che tutti (o comunque la stragrande maggioranza dei cittadini) si riconoscano nelle sue indicazioni: ognuno deve un po’ sentirla sua…

 

Il terremoto e la responsabilità della politica

Come ogni fenomeno fisico, il terremoto non esprime una realtà morale. Tanto meno, un elemento retributivo (e riparatore) della giustizia divina né, ancora, un momento di prova dell’eclissi di Dio dalle situazioni umane: potrebbe mai la volontà di Dio scardinarsi da quelle logiche di amore, di gratuità e di interesse che le sono proprie e di cui noi (razionalmente) abbiamo contezza? Nondimeno il terremoto può rappresentare l’occasione per avviare una riflessione etica che si interroghi sulle responsabilità morali dell’azione dell’uomo....

Oltre la Brexit: uscita come scelta morale?

Le cronache di questi giorni sono dominate dai riferimenti all’ormai probabile fuoriuscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea e dai gravi problemi che si prospettano a seguito del voto referendario. Numerosi osservatori hanno letto in tale opzione per l’uscita una scarsa capacità prospettica, un’incapacità di pensare il bene comune, aldilà di uno stretto orizzonte nazionale. Non intendiamo porci al livello dell’analisi politica, ma solo notare come il verbo uscire dice qui l’abbandono di un progetto di costruzione comune che - pur con le ombre che lo segnano - ha grande significato morale,...

La lezione della Brexit: Europa sì, ma diversa

Sembra strano a dirsi, oggi. Ma la prima volta che ho avuto la sensazione di essere per davvero cittadino d’Europa è stato proprio a York, in Inghilterra: eravamo in un taxi, insieme, io, italiano, Cristina, spagnola, Plato, greco, Mary, inglese, e Aurianne, francese. Tutti nel Regno Unito per motivi di ricerca, ci siamo guardati e ci siamo detti: «We are Europe». Cioè, «noi siamo l’Europa». È la nostra, d’altronde, la generazione che in Erasmus si è innamorata, che ha imparato a viaggiare low cost, che ha coltivato amicizie lunghe migliaia e migliaia di chilometri, che è cresciuta senza passaporto,...